...quel senso di inquietudine...
Non c'è che dire, le attese mi snervano. Di qualunque natura sia la cosa che sto aspettando, il non avere certezze sui tempi, seppur racchiusi in un frangente assai breve, mi rende irrequieta. In questo caso quello che sto aspettando mi è stato già garantito da più parti: dai miei colleghi che mi hanno salutato con affetto, dal mio capo che per la prima volta mi ha messo una mano sulle spalle e mi ha detto che non devo temere nulla. E poi, ancora, dall'ufficio del personale dell'azienda, con tanto di garanzie del direttore. Ma, purtroppo, sono fatta così. Finché non sarò nuovamente davanti al mio pc, finché non mi avranno riattivato login e password per accedere al sistema, finché non scriverò il mio nome su quel foglio di carta bianco con il logo blu. Fino a quel momento, quel senso di inquietudine mi terrà compagnia...
oggi poi, come se non bastasse, ho fatto un lavoro di ripulitura sulla posta strapiena di libero...e tra le cetinaia di mail inutili ce n'erano invece altre che hanno significato tanto...risposte a pezzi di cronaca inviati (correggi lì, ma anche "brava") lettere di "commiato" alla fine dello stage nel quotidiano più chic...e poi le splendide parole di Emilio alla mia richiesta di consigli sul lavoro, sulle incertezze sul futuro, sulle mie possibilità...
Un piccolo passo: "
Un intelligente risoluto è da applaudire. Ma ci
sono anche gli intelligentissimi, i bravissimi, appiedati dalla loro
irresolutezza, dal tarlo di un "ne sarò capace?" portato oltre i limiti del
giusto. Qual è dunque questo confine d'equilibrio? Mah, in una parola
l'onestà. Sì, insomma, essere onesti verso gli altri ma, prima, verso se
stessi".
Il resto lo tengo per me, ma questo pensiero merita un altro post
| inviato da
Punti_di_vista il 22/1/2009 alle 17:30 | |